22 gennaio 2016

Metodo

Il Metodo Psicologia Immagine si occupa dei rapporti multimodali tra opera e spettatore, favorendo e attivando una dialettica che porta alla modificazione contemporanea di colui che si confronta con lo strumento filmico e dello strumento stesso. 

Attraverso il linguaggio audiovisivo, i diversi livelli funzionali dell’Io vengono integrati, dai più elementari e fisiologici ai più complessi.

L’idea che l’Io integrato sia la base per il benessere psicofisico della persona segue di pari passo la ricerca nelle diverse teorie psicologiche, come ad esempio le teorie  psicoanalitiche (il cinema come porta d’accesso all’universo dell’inconscio), le teorie cognitivo-comportamentali (il cinema come forma del pensiero), le teorie sistemico-relazionali (l’individuo non è isolato e comportamenti come la visione assumono un significato in rapporto alla situazione, cioè a quelle particolari circostanze che li influenzano), le teorie gestaltiche (in particolare le teorie della percezione nell’esperienza audiovisuale).

Il nostro metodo offre la possibilità di trasformare l’immagine esterna in immagine interna e di agevolare il processo inverso in cui l’immagine interna può diventare immagine esterna. Attraverso le specificità del suo linguaggio e per mezzo di tappe evolutive e conoscitive guidate, le immagini filmiche permettono di dare forma e di ri-conoscere se stessi tramite modalità differenti da quelle puramente verbali.

La scoperta e l’analisi delle immagini del cinema costituisce uno stimolo straordinario per scatenare processi creativi in cui lo spettatore si trasforma in produttore di contenuti iconografici originali personalizzati attraverso cui esprimere e potenziare il proprio Io integrato.

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