ANIMALI FANTASTICI E DOVE TROVARLI

LO SCHERMO EMPATICO: LE NOSTRE VISIONI CONSAPEVOLI

TRILOGIA DEL FANTASTICO PARTE I

animali_fantastici

La superstizione travestita da razionalismo, la sensibilità rivelata
attraverso il velo della magia. Se il “doppio” e la “metamorfosi” sono
i due grandi temi che fondano il racconto fantastico, questo film li
carica di un significato simbolico per creare una contrapposizione tra
cercatori di visioni e cacciatori di streghe, meravigliati esploratori
del mondo e feroci proibizionisti della visione (chiaro il riferimento
all’ipocrisia di certi ambienti americani che hanno accusato la saga
di Harry Potter di legittimare la magia).
Ma l’esoterismo e le credenze nel magico hanno ispirato fatti e
decisioni su cui si è costruita la Storia, che sul terreno
dell’Immaginario può a buon diritto essere rappresentata
dall’opposizione di forze tra la potenza luminosa espressa dagli
animali fantastici (vedi la sequenza mozzafiato del Giardino
Zoomagico) e quell’entità oscura e senza forma che può scatenarsi
distruttiva e incontrollabile in qualsiasi luogo e nella completa
imprevedibilità.
“Animali fantastici” è un film che ha almeno tre pregi. Il primo di
valenza educativa, in quanto afferma agli occhi di tutti, e in
particolare dei più giovani, il valore del Passato come formidabile
valigia di storie (qui è l’America avida e rapace che precede il ’29).
Il secondo perché attraverso la rappresentazione del Giardino
Zoomagico visualizza quello “spazio virtuale”, quel “cloud” delle
meraviglie in cui è possibile di continuo mettere e togliere, dove
sogni, idee ed emozioni assumono la forma di sorprendenti e inedite
creature viventi da collezione. Il terzo perché denuncia gli effetti
spaventosi scatenati nei più piccoli dalla repressione di quelle
emozioni e di quelle idee da parte di adulti moralisti ipocriti e
sadici.

Umberto Mosca

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