AURORA

LO SCHERMO EMPATICO: LE NOSTRE VISIONI CONSAPEVOLI

Aurora

Realizzato a Hollywood mettendo seriamente alla prova l’autonomia del metodo di lavoro del grande regista tedesco Friedrich Wilhelm Murnau (già autore in patria di capolavori come “Nosferatu”, “L’ultima risata” e “Faust”), “Aurora” è un film che mette in gioco alcuni temi filosofici di assoluto rilievo, insistendo sull’energia che contrappone amore e morte, desiderio e abitudine, trasgressione e senso di colpa. Si tratta di un “racconto primario”, che si concentra sul rapporto paradigmatico tra l’Uomo e la Donna, cercando di coglierne gli aspetti archetipici e di valorizzarne appieno il potenziale espressivo e drammatico. Come spesso accade nelle storie portate sullo schermo da Murnau, il motore dell’azione è rappresentato dagli impulsi della “libido”, con tutto il loro portato eversivo, in particolare rispetto a una condizione quotidiana segnata dalla ripetizione rassicurante di gesti e riti condivisi dalla società. La chiave artistica proposta dall’autore rifugge tuttavia da ogni intenzione di cronaca o documentazione del presente sociale, per concentrarsi invece sui caratteri immutabili che sottendono le attrazioni e i conflitti di coppia. Un processo creativo che se da un lato mira esplicitamente alla stilizzazione, consente allo spettatore di mettere a nudo le forze che si contrappongono sul terreno della condizione esistenziale.
È una dialettica che mette in rilievo il livello di Natura, fuori dal Tempo e dalla Storia, quella che anima un film come “Aurora”, ispirato alle modalità di rappresentazione dei miti e delle favole, attratto dalle forme del magico e dai misteriosi legami tra gli esseri umani e gli ambienti naturali che li contengono. Una storia che crea relazioni profonde tra i fenomeni del mondo esterno e la dimensione interiore, che nell’America dei ruggenti Anni Venti, lanciata a folle velocità verso il futuro della tecnica, ricorda di non dimenticarsi del dato umano, di Eros e Thanatos, dei principi che fondano gli esseri naturali e che sono costantemente alla ricerca di un equilibrio compositivo.

BREVE APPROFONDIMENTO PSICOLOGICO

Nell’interazione uomo-natura, vi è una terza dimensione, sempre presente: la cultura. La violenza e la scelta di agirla, emerge simbolicamente in Aurora, quando il protagonista, appartenente ad una cultura agricola, pacifica e rispettosa, scandita da un ritmo ripetuto e rassicurante, entra in contatto con una cultura differente, cittadina, abituata a saccheggiare per ottenere ciò che desidera. E’ attuale e culturalmente ancora presente, che gli uomini che soffrono dell’incapacità di vedere le donne come persone separate e indipendenti, assumono la visione secondo cui il femminile è ciò di cui hanno bisogno per completarsi. Per questa ragione essi sentono la necessità di controllare le donne, spesso infliggendo loro dolore.

PAROLE CHIAVE: Coppia, Tradimento, Violenza, Cultura, Desiderio.
AREE TEMATICHE: Benessere e Film Therapy, Famiglia e Coppie, Relazioni d’Aiuto

LETTURE CONSIGLIATE:
C. G. Jung, Gli archetipi dell’inconscio collettivo, Bollati Boringhieri, Torino 1982.
M.L. Vittori Guida al paradigma relazionale. La teoria. La clinica. L’intrinseca bellezza. Franco Angeli, Milano, 2014.
F. De Zulueta Dal dolore alla violenza. Le origini traumatiche dell’aggressività. Raffaello Cortina, Milano, 2009.

Umberto Mosca – Martina Zilio

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