LITTLE SISTER

LO SCHERMO EMPATICO: LE NOSTRE VISIONI CONSAPEVOLI

Little-Sister-film

Il cinema di Hirokazu Kore-Eda rappresenta l’interessantissimo punto di collegamento tra fasi diverse dell’immaginario cinematografico, garantendo la continuità dello sguardo tra spettatori di generazioni diverse, uniti dal sentimento di pacata contemplazione al cospetto delle vicende umane. È così che in Little Sister allo spettatore dotato di cultura emozionale può capitare di ritrovare le atmosfere familiari dei capolavori di Ozu o di Ang Lee, quel gusto tutto orientale per la costruzione di interni domestici che offre allo sguardo la forza e la precarietà, insieme, dei legami affettivi. Oppure quella visione dei paesaggi naturali, dove le costruzioni umane si distinguono appena, in cui si riconosce il simbolo dell’immutabilità delle cose, del trascorrere lentissimo, ma inesorabile, del Tempo.
Ai tratti classici di una certa iconografia orientale d’autore, Kore-Eda aggiunge un pizzico di goliardia al femminile in stile Almodovar, appena accennata ma sufficiente per diffondere un’aroma di contemporaneità attraverso le azioni emancipate delle giovani protagoniste. Utilizzando spesso i campi medi e lunghi, la regia del film ci conduce a un’osservazione del quotidiano che solo apparentemente è priva di punti di evidenza, poiché richiede allo spettatore uno sguardo più attento, nell’ottica di riconoscere quei legami invisibili ma fortissimi che legano i personaggi al loro passato, che ne contrappongono i caratteri, ma ne garantiscono l’unità (come ottimamente dichiarato in una battuta del film). In una civiltà dominata dalle immagini multimediali, dove si combatte quotidianamente la battaglia per conquistare l’attenzione con visioni “di forza”, Little Sister ci propone un’immagine mimetica dell’esperienza umana, dove
le cose importanti non sono dichiarate e le trasformazioni, anche quelle più profonde, bisogna saperle riconoscere.

BREVE APPROFONDIMENTO PSICOLOGICO

Little Sister è la storia di una famiglia ricomposta. Il sottosistema delle tre sorelle entra in contatto con un quarto elemento. Tale incontro potrebbe segnare l’inizio di una fase conflittuale e dolorosa per tutti i personaggi. Ma l’autore sceglie una chiave di lettura differente, una visione del mondo delicata e intima, dove l’emotività è la protagonista ed è ciò che rende trasformativa l’esperienza. L’intelligenza emotiva è la capacità di gestire le emozioni proprie ed altrui e presuppone empatia e riconoscimento della natura dell’altro. La possibilità di trasformare un evento doloroso o stressante in processo di apprendimento e di crescita, è, infatti, strettamente legato al tema della resilienza ed è senza dubbio uno dei più importanti fattori protettivi.

PAROLE CHIAVE : Emotività, Appartenenza, Differenziazione, Famiglia ricomposta.
AREE TEMATICHE: Relazioni d’Aiuto, Benessere e Film Therapy, Famiglie.

LETTURE CONSIGLIATE:
A. Canevaro “Quando volano i cormorani”, Borla Ed., Roma, 2013. D. Goleman “Intelligenza emotiva”, Bur, Rizzoli, Milano, 2011.
M. Andolfi, A. D’Elia, “Le perdite e le risorse della famiglia”, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2007.

Umberto Mosca – Martina Zilio

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