MACBETH

LO SCHERMO EMPATICO: LE NOSTRE VISIONI CONSAPEVOLI

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Shakespeare nostro contemporaneo, come sottolinea il suono delle cornamuse che subito dopo l’assassinio di Re Duncan evoca le sirene di allarme dei giorni nostri.
Questa nuova interessante rilettura del mito di Macbeth mette in scena Highlands di desolazione, con potenti scelte fotografiche che evocano a tratti il film di Polanski (nella luce naturale dei paesaggi grigi e opprimenti), e a tratti Il trono di sangue di Kurosawa (nei contrastati cromatismi accesi che isolano le varie figure).
Ne sortisce un film sulla natura profonda degli uomini – esaltata dalle immagini di terra, aria, acqua, fuoco-, in cui gli opposti si attirano e si compensano continuamente, riflettendo perfettamente l’idea universale della rappresentazione del Bardo. La Storia è soltanto una robusta cornice, il palinsesto iconografico necessario in cui disegnare un quadro di relazioni fuori dal Tempo.
Guerriero caratterizzato da valori eroici, Macbeth si trasforma in una creatura istintiva bramosa di potere e quindi in un tiranno insensibile e disumano. Tale trasformazione ha il suo unico catalizzatore nella figura di Lady Macbeth, al cospetto del quale l’eroe si trasforma in un bambino fragile, manipolato dalla moglie con estrema facilità. In un film che si apre con l’immagine simbolica del cadavere di un bambino e prosegue con l’immagine di un marito che punta il pugnale sul ventre della moglie, il discorso sulla coppia si fa subito centrale, non solo per il collegamento tra l’assenza di figli e l’assenza di futuro, ma anche per evocare il potenziale distruttivo scatenato dalla relazione coniugale. Un sistema di “dipendenze” in cui ciascuno vede nell’altro la possibilità di ottenere ciò che ancora non ha, una posizione che va di pari passo con l’incapacità di dare un autentico valore a ciò che invece già si possiede. Un tema classico per leggere il conflitto di coppia, ma anche uno squarcio visionario su quelle incongruenze tra attese e realizzazioni che caratterizzano la nostra contemporaneità.
In una struttura sociale sfrangiata, dove i ruoli identitari sono sempre più instabili, sia in alto che in basso, la condizione di coppia riflette l’anelito inconscio e incontrollabile a soddisfare le ambizioni proprie attraverso la mediazione altrui, sfruttando con perizia da coach le dinamiche di attrazione e i ricatti sessuali. Macbeth e Lady Macbeth, il personaggio in carriera e il suo tutor, le azioni degli spazi aperti e le cospirazioni nelle stanze chiuse, la sublimazione tragica del desiderio a due.
Umberto Mosca – Martina Zilio

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