LA PAZZA GIOIA

LO SCHERMO EMPATICO: LE NOSTRE VISIONI CONSAPEVOLI

virzi

Beatrice e Donatella, Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti, due personaggi che sembrano usciti da un manuale di Psicologia, con tanto di titoli di coda che ringraziano per la consulenza scientifica dipartimenti universitari e reparti ospedalieri specializzati. Due ideali teorici che costituiscono la materia su cui costruire le forzature della commedia, che per definizione lavora sulle sottolineature, sempre muovendosi al confine con la stereotipia. L’agitazione e la depressione, l’instancabile eccitazione e l’inibizione più debilitante, due facce della stessa medaglia, in cui differisce completamente il comportamento esteriore, ma dove si distingue un vissuto drammatico comune. Due donne distrutte dalla vita: una nobildonna ossessionata dall’eleganza e dalla mondanità, l’altra proletaria con un vissuto educativo assai precario e una situazione affettiva devastata.
La fuga nel mondo come terapia per ritrovarsi, incontrando i personaggi del proprio passato e ritrovandoli tutti uguali, meno il figlioletto di Donatella che sta crescendo e che rappresenta la sola possibilità di cambiare.
In fuga dal set di un film diretto da Francesca Archibugi a bordo della macchina de “Il sorpasso”: un modo narrativo e simbolico insieme di mandare in giro due donne impegnate a mettere insieme i pezzi l’una dell’altra. Un viaggio verso l’unificazione della persona che passa attraverso il dialogo speculare e reciproco tra due anime in pena. Con uno sguardo finale che finalmente sa di costruttiva consapevolezza. Un modo efficace per avvicinare il grande pubblico alle tematiche connesse ai disturbi della personalità e alla necessità di personalizzare ogni cura.

Umberto Mosca

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